Ha preso il via lunedì 6 aprile 2026, al Teatro Comunale di Sousse, la 15ª edizione del Festival Internazionale del Cinema per Bambini e Ragazzi (Fifej), uno degli appuntamenti culturali più rilevanti della scena cinematografica tunisina dedicata alle nuove generazioni. L’inaugurazione si è svolta alla presenza di un pubblico numeroso, composto in gran parte da giovani spettatori, insieme a ospiti istituzionali, rappresentanti dei media e figure del mondo culturale e letterario.
Ad aprire ufficialmente il festival è stato il presidente Aymen Jelili, che nel suo intervento ha ribadito il ruolo centrale della manifestazione nel dinamizzare la vita culturale della regione e nel coinvolgere attivamente i giovani, sottolineando l’importanza di un accesso diffuso e inclusivo alla cultura cinematografica.
In linea con questa attenzione verso le nuove generazioni, la serata inaugurale ha proposto una performance coreografica ideata dal giovane Ahmed Ben Ali. Sul palco, una ventina di ballerine e un ballerino hanno dato vita a uno spettacolo che ha intrecciato danza, musica e poesia, con testi di Sghaier Ouled Ahmed e Mahmoud Darouich, restituendo un momento artistico di forte impatto simbolico e culturale.
Nel corso della serata sono state inoltre presentate le giurie dei diversi concorsi, chiamate a valutare le opere in programma nelle varie sezioni del festival. Parallelamente, già dal 3 aprile sono in corso workshop dedicati alle tecniche cinematografiche, dalla scenografia alla sceneggiatura fino al montaggio, pensati per offrire ai partecipanti strumenti concreti di formazione e avvicinamento al linguaggio audiovisivo.
A inaugurare il programma cinematografico è stata la proiezione di Nawi, una produzione tedesco-keniana firmata da quattro registi, che affronta il tema dei matrimoni forzati di ragazze minorenni. Il film segue la storia di una quattordicenne brillante, costretta dal padre indebitato ad accettare un’unione con un uomo molto più anziano. Dopo la fuga dal villaggio, la giovane trova rifugio altrove, dove si impegna a promuovere l’istruzione tra i coetanei. Tuttavia, la nascita di una sorella la spinge a tornare indietro e ad accettare il matrimonio, nel tentativo di sottrarre la neonata allo stesso destino e contribuire a trasformare una tradizione profondamente radicata.
La proiezione è stata preceduta dal cortometraggio d’animazione Lily, diretto da Zoubeïr Jelassi, che racconta con sensibilità il rapporto tra una bambola e l’uomo che la accoglie, offrendo una riflessione delicata sui legami affettivi e sull’identità.
Il festival entrerà nel vivo nei prossimi giorni con un calendario che include conferenze e dibattiti a partire da mercoledì 8 aprile, consolidando il Fifej come uno spazio di confronto culturale e sociale, oltre che cinematografico.


