In Tunisia, il presidente uscente Kaïs Saïed è stato rieletto con un margine schiacciante del 90,7% dei voti nelle elezioni presidenziali tenutesi il 7 ottobre. Questo risultato, reso ufficiale dall’autorità elettorale tunisina (Isie), arriva in un contesto di bassa affluenza, con solo il 28,8% degli aventi diritto che si è recato alle urne, il livello più basso registrato nel Paese dalla transizione verso la democrazia nel 2011, dopo la Rivoluzione dei Gelsomini.
Results for Tunisia’s 2024 presidential elex:
Kais Saied re-elected by 90.69 % of the vote. Maghzaoui received 1.97 % & Ayachi Zammel 7.35 %Source: @ISIETN pic.twitter.com/PauyevsFLC
— Ghaya Ben Mbarek غاية بن مبارك (@Ghaya_BM) October 7, 2024
Nonostante la vittoria con un’ampia maggioranza, il dato sull’affluenza rappresenta una forte disillusione politica da parte dei cittadini, poiché solo circa 2,4 milioni di elettori su un totale di 9,7 milioni di iscritti hanno sostenuto Saïed. I due avversari, Ayachi Zammel e Zouhair Maghzaoui, hanno raccolto rispettivamente il 7,35% e l’1,97% dei voti, risultati che confermano la predominanza di Saïed nel panorama politico tunisino.
Kaïs Saïed, ex professore di diritto costituzionale, è stato accusato dalla società civile di aver intrapreso una “deriva autoritaria” a seguito di una serie di misure politiche molto contestate. Nel 2021, ha sciolto il parlamento e ha governato in modo quasi esclusivo per due anni, alimentando le preoccupazioni su una possibile erosione della democrazia tunisina. Tuttavia, il presidente continua a mantenere una base di sostenitori che vedono in lui l’unica figura in grado di portare avanti la lotta contro la corruzione e ripristinare l’ordine nel Paese.
Dopo la pubblicazione dei primi risultati ufficiosi che lo vedevano nettamente in testa, diverse centinaia di sostenitori si sono radunate lungo l’avenue principale di Tunisi, festeggiando la sua rielezione con canti patriottici e sventolando bandiere nazionali. Il presidente, in un discorso tenuto la sera stessa, ha adottato un tono deciso e combattivo, ribadendo la sua volontà di “proseguire la Rivoluzione del 2011” e di costruire “un Paese libero dai corrotti e dai complotti”. Ha anche sottolineato la difesa dell’indipendenza della Tunisia, affermando che il Paese non accetterà mai ingerenze straniere.
Il basso tasso di partecipazione elettorale riflette la frustrazione crescente tra la popolazione tunisina, alle prese con una grave crisi economica, disoccupazione e inflazione elevata. Nonostante l’ampio sostegno da parte di una parte dell’elettorato, la sfida di Saïed sarà quella di riuscire a riconciliare il Paese e rispondere alle esigenze di una popolazione che, in larga parte, sembra aver perso fiducia nel processo politico.


