Rami Othmane, musicista tunisino e residente da dieci anni negli Stati Uniti, è stato arrestato il 13 luglio a Pasadena da agenti federali dell’immigrazione mentre si recava al supermercato, nonostante fosse sposato con una cittadina statunitense e avesse una richiesta di green card in corso. Sua moglie, la dottoressa Wafaa Alrashid, medico di origine mediorientale nata nello Utah e direttrice sanitaria dell’Huntington Hospital, ha raccontato la vicenda ai media e ha denunciato le condizioni disumane della detenzione presso il centro ICE di Los Angeles: nessun letto, coperte o articoli per l’igiene, e bagni a vista.
Il caso di Othmane, che aveva ricevuto una sospensione dell’ordine di espulsione già nel 2020, si inserisce nel contesto di una nuova ondata di retate migratorie in California meridionale, che ha visto l’arresto di centinaia di persone, tra cui anche residenti legali e persino cittadini americani. Le operazioni, intensificate sotto l’amministrazione Trump, hanno generato forte preoccupazione nelle comunità locali, in particolare tra i latinos, portando molti a evitare ospedali e luoghi pubblici.
Alrashid, che ha conosciuto Othmane mentre cantava in un ristorante, lo ha descritto come un uomo generoso e apprezzato nella comunità per le sue esibizioni di musica classica araba. Dopo l’arresto, colleghi musicisti e attivisti hanno organizzato una protesta musicale davanti al centro di detenzione di Los Angeles, come gesto di solidarietà e resistenza. Durante il raduno, gruppi come *Los Jornaleros del Norte* hanno suonato per far sentire la loro vicinanza ai detenuti.
Othmane è stato successivamente trasferito in un centro di detenzione in Arizona, dove ha riferito di avere una gamba gonfia, preoccupando ulteriormente la moglie. È in attesa di una decisione sulla cauzione, che potrebbe consentirgli la liberazione temporanea mentre prosegue l’esame della sua richiesta di regolarizzazione.
Il caso ha acceso i riflettori su un’applicazione delle leggi sull’immigrazione che colpisce indiscriminatamente anche coloro che hanno avviato un percorso legale di integrazione, alimentando un clima di insicurezza e paura nelle comunità di immigrati e nei loro alleati.


