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Diritti umani

Tunisia, riprende il processo contro il presidente dell’Associazione dei magistrati

L’accusa nei suoi confronti confronti, del tutto pretestuosa, è di “interruzione della libertà di lavorare”

Riprende il 26 marzo il processo nei confronti di Anas Hmedi, giudice della corte d’appello di Monastir e presidente dell’Associazione dei magistrati della Tunisia, da ormai quattro anni al centro – in buona compagnia – delle campagne repressive contro il dissenso ordinate dal presidente Kais Saied.
L’accusa nei confronti di Hmedi, “interruzione della libertà di lavorare” ai sensi dell’articolo 136 del codice penale, accompagnata da una campagna diffamatoria online, deriva dalle azioni da lui intraprese, nell’ambito del suo ruolo e del suo mandato, a seguito dell’entrata in vigore, il 1° giugno 2022, del decreto legge 35 col quale venne sciolto il Consiglio supremo della magistratura e furono rimossi, con procedure sommarie, 57 magistrati accusati di aver ostacolato indagini su casi di terrorismo e di altra natura e persino additati come adulteri.
L’Associazione internazionale dei giudici, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza dei giudici e Amnesty International da tempo fanno notare che le attività intraprese in difesa dell’indipendenza del potere giudiziario non possono essere criminalizzate.
Il processo presenta a sua volta non pochi problemi: il diritto alla difesa è profondamente leso per il fatto che le prove a sostegno delle accuse contro Hmedi non sono disponibili.
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Anas HmediTunisia
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