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Migrazioni

Tunisia, smantellati i campi dei migranti subsahariani: timori per deportazioni forzate

In Tunisia smantellati campi migranti a El Amra; crescono i timori per deportazioni forzate e tensioni con le comunità locali.

Le autorità tunisine hanno avviato una vasta operazione di smantellamento di numerosi campi informali che ospitavano migranti provenienti dall’Africa subsahariana, situati principalmente nelle aree di El Amra e Jebeniana, a nord di Sfax. Secondo le stime ufficiali, questi insediamenti ospitavano circa 20.000 persone, molte delle quali in attesa di attraversare il Mar Mediterraneo per raggiungere l’Europa. ​

Durante le operazioni, le forze di sicurezza hanno arrestato circa 200 migranti e sequestrato armi da taglio. Le autorità hanno dichiarato che l’intervento mira a garantire la sicurezza pubblica e la salute, ma molti migranti temono deportazioni forzate verso le zone desertiche al confine con Algeria e Libia. ​

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Attualmente, i migranti sono stati trasferiti in un’area statale a Bir Mellouli, mentre proseguono le iniziative per il rimpatrio volontario in collaborazione con organizzazioni internazionali. ​

Tuttavia, diverse organizzazioni non governative e attivisti hanno espresso preoccupazione per le modalità degli sgomberi e per le condizioni in cui versano i migranti. In alcuni casi, si teme che le deportazioni non siano effettivamente volontarie, ma forzate. ​

Il presidente tunisino Kais Saied ha dichiarato che l’operazione è stata condotta pacificamente e senza violenza o coercizione, sottolineando che l’intervento è stato guidato da principi morali e umanitari.

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