Ridah Ben Saleh Al-Yazidi, cittadino tunisino di 59 anni, è stato tra i primi detenuti della prigione di Guantanamo, dove ha trascorso 22 anni senza mai essere processato o condannato. Arrestato nel 2001, poco dopo gli attentati dell’11 settembre, al confine tra Pakistan e Afghanistan, fu accusato di legami con il terrorismo, ma non ha mai affrontato un processo formale né ricevuto accuse ufficiali.
Un détenu de Guantanamo emprisonné depuis 22 ans transféré vers la Tunisiehttps://t.co/lCS2TDWccY pic.twitter.com/CDftRzSf0O
— BFMTV (@BFMTV) December 31, 2024
Nonostante il suo trasferimento fosse stato approvato oltre dieci anni fa, vari ostacoli, tra cui preoccupazioni legate alla sicurezza in Tunisia e l’assenza di accordi tra le autorità americane e tunisine, ne hanno ritardato l’esecuzione. Finalmente, nelle ultime settimane del 2024, Ridah è stato rimpatriato in Tunisia, come parte di un’iniziativa dell’amministrazione Biden per ridurre il numero di detenuti a Guantanamo e mantenere la promessa di chiudere il carcere, come già tentato in passato dall’amministrazione Obama.
Questo trasferimento è il quarto avvenuto in due settimane, ma Guantanamo rimane ancora operativa, ospitando 26 detenuti. La prigione, simbolo controverso della lotta al terrorismo, è criticata da anni per la violazione dei diritti umani, tra cui la detenzione indefinita senza processo. Il caso di Ridah Ben Saleh Al-Yazidi rappresenta una delle molteplici storie di detenzioni arbitrarie che hanno segnato la storia di questo carcere militare americano.


