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Diritti umani

Uganda, chiusure di organi di stampa e arresti di attiviste

In Uganda si intensifica la repressione contro media indipendenti e organizzazioni della società civile, con la chiusura di diverse testate e l'arresto temporaneo di attiviste e figure politiche critiche nei confronti del potere.

Il 28 giugno Muhoozi Kainerugaba, capo delle forze armate ugandesi, ha ordinato la chiusura di Daily Monitor, Ntv, Dembe Fm, Spark Tv, Kfm e The East African. Quella di Kainerugaba, che è soprattutto il figlio del presidente Museveni, contro gli organi d’informazione indipendenti è una vera e propria ossessione.

Le chiusure sono state precedute da altri provvedimenti repressivi. Il 24 giugno nella capitale Kampala, le forze di sicurezza hanno arrestato Miria Matembe, una veterana della politica ugandese, che aveva denunciato lo stesso Kainerugaba per violazioni dei diritti umani.

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Il giorno dopo, sempre a Kampala, le forze di sicurezza hanno fatto irruzione negli uffici dell’ong femminista Akina Mama wa Afrika.

Il 28, infine, la direttrice di Akina Mama wa Afrika, Eunice Musiime, è stata arrestata insieme a Sarah Bireete, direttrice del Centro per la governance costituzionale: un’azione puramente intimidatoria, dato che le due attiviste sono state rimesse in libertà dopo qualche ora senza alcuna accusa.

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