Thomas Kwoyelo, uno dei capi della famigerata Lord’s Resistance Army (LRA) è stato condannato a 40 anni di carcere da un tribunale ugandese, al termine di un processo definito “storico” dalla stampa ugandese.
Questa è, infatti, la prima sentenza emessa da un tribunale africano nei confronti di un “signore della guerra”, di un leader di un gruppo armato fondati negli anni Ottanta, che per anni ha seminato il terrore in Uganda ed in alcuni Paesi limitrofi e che ancora non è stato del tutto debellato, anche se attualmente i suoi ranghi sono estremamente ridotti. Kwoyelo ha già trascorso 15 anni in carcere, il giudice Michael Elubu, del Tribunale di Gulu, ha così commentato la sentenza “la condanna a 40 anni” riflette una giusta pena per i crimini commessi. Il condannato fu rapito dal predetto movimento guerrigliero all’età di 12 anni, proprio in virtù di questo passato doloroso non è stato condannato alla pena capitale o all’ergastolo, ed è stato costretto a trasfromarsi da vittima a carnefice. Il reo è stato ritenuto responsabile di ogni genere di atrocità: stragi e omicidi di civili, stupri, saccheggi, rapimenti e riduzione in schiavitù. La maggior parte dei crimini di cui è accusato sono stati commessi tra il 1996 e il 2005 nel nord dell’Uganda, in particolare nel distretto di Amuru. Tra le innumerevoli atrocità la Corte ha citato l’omicidio di 17 persone durante un attacco ad un campo per sfollati a Pagak, il 16 maggio 2004, e secondo l’accusa “tutti gli attacchi del’LRA avvenuti nella contea di Kilak tra il 1987 e il 2005 sono stati ordinati da lui o sono stati eseguiti con piena cognizione di causa e con la sua autorità
La storia di Kwoyelo non è un caso isolato, il LRA ha rapito decine di migliaia di piccoli e li ha costretti a diventare soldati, braccianti e schiavi del sesso, costretti a uccidere i bambini che cercavano di scappare a quest’inferno. All’inizio degli anni 2000, quando LRA era particolarmente attivo, molte migliaia di fanciulli fuggivano dalle campagne, ogni giorno, per cercare riparo in città, per evitare di essere rapiti ed essere costretti a combattere con i guerriglieri. Secondo alcune stime sarebbero diverse decine di migliaia i bambini rapiti dalla milizia per farne dei piccoli combattenti ed almeno due milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case nel nord dell’Uganda, nella Repubblica Centrafricana e nella Repubblica Democratica del Congo
Kwoyelo, che oggi ha quasi 50 anni si è sempre dichiarato “non colpevole”, quindi il suo avvocato ha comunicato ai media ugandesi che ricorrerà in appello.
Arrestato nel 2009 nella Repubblica Democratica del Congo(Rdc), Kwoyelo è stato imputato nel primo processo della Divisione crimini internazionali (Idc), lo speciale tribunale speciale creato ad hoc dall’Uganda per giudicare i leader dei gruppi ribelli, apertosi a luglio 2011, ma due mesi dopo è stato rilasciato perché ha usufruito di un’amnistia. È stato nuovamente catturato e incarcerato.
Amnesty International e Human Rights Watch hanno ripetutamente criticato la lunga detenzione senza processo, a cui è stato sottoposto per ben 15 anni.
LRA anche se fortemente indebolito continua a seminare il terrore in alcuni Paesi, facendo largo uso di bambini-soldato: Si ritiene che il suo leader e fondatore , Joseph Kony, sia in Sudan. Sul suo capo pende un mandato d’arresto dal 2005, ma non è mai stato arrestato. Ad ogni modo la Corte Penale Internazionale (CPI) ha deciso, mesi fa, di processarlo in contumacia, per crimini di guerra e contro l’umanità. La CPI ha avviato indagini sul acuni comandanti della milizia, ma soltanto quello contro Dominic Ongwen si è concluso, nel 2021, con la condanna a 25 anni di carcere, per crimini di guerra e contro l’umanità.
Sia pure molto lentamente si è compiuto qualche piccolo passo per porre fine all’impunità di crimini orribili.Un altro passo indispensabile è l’allontanamento dei piccoli dalle armi e il loro reinserimento nella vita civile, con i fondi dei Paesi più sviluppati. Non possono essere paesi poverissimi e distrutti da guerre endemiche a risolvere problemi di tale portata, ma l’Occidente pensa solo al riarmo ed a chiudere le proprie frontiere


