Nel distretto nordorientale di Kotido, in Uganda, un’area segnata da clima arido, suoli degradati, piogge irregolari e conflitti legati alle risorse, sta prendendo forma una trasformazione guidata dalle donne e centrata sulla riforestazione. Il progetto “Enhancing Gender Equality in Access to Land Resources for Transformative Climate Change Adaptation in the IGAD Region”, finanziato dall’Africa Climate Change Fund (ACCF) tramite la Banca Africana di Sviluppo e realizzato dall’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD), mira a rafforzare la resilienza climatica e la parità di genere attraverso un accesso equo alla terra e una sicurezza del possesso fondiario.
Kotido è stato scelto come sito pilota, con un budget di 470.000 dollari e un programma biennale che ha già formato circa 130 donne rurali, rappresentanti della società civile e leader distrettuali. La formazione ha fornito competenze pratiche in materia di piantumazione, gestione dell’acqua e coltivazione sostenibile, ma anche strumenti per rivendicare diritti e incidere sulle decisioni locali. Prima dell’avvio, un’analisi di IGAD aveva evidenziato che le donne costituivano la principale forza lavoro agricola, pur avendo scarso controllo sulla terra e sulla pianificazione produttiva.
Women are leading a green revolution in #Uganda’s northeastern district of Kotido.
Faced with eroding soil, unreliable rainfall, and resource-based conflict, they’re embracing tree planting as an environmental solution and symbol of peace.
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— African Development Bank Group (@AfDB_Group) August 13, 2025
Il progetto ha coinvolto tre categorie di attori — cooperative femminili, rappresentanti della società civile e funzionari locali — offrendo percorsi formativi specifici. Secondo Christine Okot, del Ministero di Genere ugandese, l’iniziativa ha favorito la cooperazione tra ministeri che prima operavano in modo isolato, creando un approccio integrato in cui l’empowerment femminile si lega alla tutela ambientale e alla sicurezza dell’accesso alla terra.
Tra le storie emblematiche emerge quella di Jane Logel, assistente del segretario comunale di Kotido, che dopo la formazione ha trasformato il proprio terreno in un esempio di agricoltura sostenibile, con vivai, orti e sistemi di raccolta dell’acqua. La sua casa è diventata un punto di riferimento per altre donne interessate a imparare tecniche di piantumazione e gestione delle risorse idriche.
Fondamentale è stato anche il ruolo delle organizzazioni della società civile, che hanno colmato il divario tra politiche governative e azione sul campo, aiutando nella stesura di progetti, nell’ottenere sementi e nel promuovere iniziative come la “Giornata della piantumazione degli alberi” istituita il 3 aprile dal commissario distrettuale Charles Ichogor.
Un altro esempio è quello di Lina Lomadiko, consigliera e leader comunitaria di Lokochil, che, pur priva inizialmente di terra e acqua, ha avviato un vivaio e insegna alle altre donne tecniche semplici di irrigazione, promuovendo al contempo discussioni sui diritti fondiari.
Secondo Kaya Christina Nakimwero, presidente del Forum parlamentare per la gestione della terra, l’integrazione tra parità di genere, sicurezza fondiaria e adattamento climatico è la chiave per replicare il modello. Per la Banca Africana di Sviluppo e l’ACCF, l’iniziativa ha prodotto effetti concreti: aree rimboschite, donne in ruoli di leadership e un coinvolgimento crescente delle istituzioni locali.
L’esperienza di Kotido è concepita come punto di partenza per un’estensione ad altre aree del “cattle corridor” ugandese e a contesti transfrontalieri, sfruttando la rete regionale di IGAD. Come sottolinea la responsabile di IGAD in Uganda, Jocelyn Bigirwa, la sfida climatica supera i confini e le soluzioni devono fare altrettanto. La lezione più importante: quando alle donne si forniscono conoscenze, spazio e strumenti, non crescono solo alberi, ma anche comunità più forti e prospettive di futuro.


