In Uganda, il dibattito politico si è acceso attorno ad un nuovo disegno di legge che promette di ridefinire il rapporto tra Stato, società civile e attori internazionali. Il cosiddetto “Protection of Sovereignty Bill 2026” è in fase avanzata di approvazione e potrebbe introdurre pene fino a vent’anni di carcere per chi venga ritenuto colpevole di promuovere “interessi stranieri”.
Per il governo, si tratta di uno strumento necessario. Il ministro per gli Affari interni David Muhoozi ha sostenuto che la normativa mira a proteggere la sicurezza nazionale, l’economia e la coesione sociale da influenze esterne considerate destabilizzanti. Una linea che riflette anche la posizione del presidente Yoweri Museveni, che da tempo denuncia interferenze straniere nella politica interna del Paese.
Le critiche, però, sono immediate e trasversali. L’opposizione, guidata da Joel Ssenyonyi, parla apertamente di un tentativo di limitare il pluralismo politico e ridurre lo spazio per il dissenso. Secondo i detrattori, il testo presenta definizioni ampie e poco precise, tali da includere attività giornalistiche, iniziative civiche e programmi finanziati dall’estero.
Nel mirino ci sono soprattutto le restrizioni ai finanziamenti internazionali. Il disegno di legge introduce limiti stringenti e prevede controlli approfonditi su organizzazioni e individui che collaborano con partner stranieri. In un Paese dove una parte significativa dei fondi per sanità, istruzione e sviluppo proviene dall’esterno, l’impatto potrebbe essere devastante.
Il contesto politico rende il quadro ancora più delicato. Il provvedimento arriva dopo mesi di tensioni, con arresti di esponenti dell’opposizione e restrizioni a organizzazioni attive durante le elezioni. Per diversi esperti, la legge rappresenta un ulteriore passo verso un controllo più stretto della sfera pubblica.
Tra i critici, l’ex ministro Asuman Kiyingi ha descritto la misura come un tentativo di “circondare” la società civile, limitandone progressivamente le risorse e la capacità di mobilitazione. Una lettura che riflette il timore diffuso tra attivisti e organizzazioni locali.
Il voto parlamentare atteso nelle prossime settimane potrebbe segnare di fatti, un punto di svolta. In gioco non c’è solo una legge, ma l’equilibrio tra sicurezza, apertura internazionale e spazio democratico in Uganda.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche lunedì 17 Agosto 2026


