Nel mentre che l’Uganda si avvicina a nuove elezioni presidenziali, il clima politico nel Paese si fa sempre più teso e carico di aspettative. Nelle periferie di Kampala, così come in altri centri urbani, migliaia di persone sono scese in strada per manifestare il proprio sostegno all’opposizione, incarnata ancora una volta dalla figura di Bobi Wine, musicista divenuto leader politico e principale sfidante del presidente uscente Yoweri Museveni.
Al potere dal 1986, Museveni punta a un settimo mandato, reso possibile dall’abolizione dei limiti di età e di quelli sui mandati presidenziali. Una longevità politica che, sebbene sia difesa dal partito di governo come garanzia di stabilità, viene sempre più percepita da ampie fasce della popolazione(soprattutto giovani) come il simbolo di un sistema chiuso e incapace di rinnovarsi.
La voce dei giovani e il richiamo al cambiamento
Le manifestazioni di questi giorni raccontano e dicono tanto di questa campagna elettorale. Ad emergere è soprattutto il disagio generazionale. Molti dei manifestanti non hanno mai conosciuto un altro presidente e denunciano una distanza profonda tra il potere e la realtà quotidiana: servizi pubblici carenti, costo della vita in aumento, pressione fiscale e mancanza di opportunità.
Le parole che si ascoltano tra la folla parlano di frustrazione, ma anche di speranza. Per una parte crescente della popolazione, Bobi Wine rappresenta la possibilità di una rottura con il passato, nonostante la strada verso il voto sia segnata da ostacoli sempre più evidenti.
Tra repressione e accuse di violenze
Se è vero che le autorità insistano sul rispetto dell’ordine pubblico, organizzazioni per i diritti umani e osservatori internazionali hanno più volte denunciato un uso sproporzionato della forza contro i sostenitori dell’opposizione. Gas lacrimogeni, arresti arbitrari e percosse avrebbero accompagnato diversi raduni politici, alimentando un clima di profonda paura e incertezza.
Bobi Wine ha parlato apertamente di sparizioni e detenzioni senza mandato, invitando i suoi sostenitori alla prudenza ma anche alla determinazione. Il suo messaggio resta chiaro: il cambiamento in Uganda non può più essere rimandato.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche mercoledì 15 Aprile 2026


