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Emergenze

Uganda, nuovi casi di Ebola e timori di espansione regionale

In Uganda sono stati confermati tre nuovi casi di Ebola, portando a cinque il totale dell’attuale focolaio, mentre cresce la preoccupazione internazionale per il rischio di diffusione nella vicina RDCongo.

L’Uganda ha confermato tre nuovi casi di Ebola, portando a cinque il totale delle infezioni registrate nell’attuale focolaio epidemico. Lo ha comunicato il ministero della Salute ugandese, mentre le autorità sanitarie stanno intensificando le attività di tracciamento dei contatti nel tentativo di contenere la diffusione del virus.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il focolaio legato al raro ceppo Bundibugyo come emergenza sanitaria di rilevanza internazionale, esprimendo particolare preoccupazione per la situazione nella vicina Repubblica Democratica del Congo. Secondo l’OMS, il rischio di un’epidemia nazionale nel Paese confinante viene considerato “molto alto”.

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Il Congo rappresenta infatti il centro principale dell’emergenza. Finora sono stati registrati quasi 750 casi sospetti e 177 decessi sospetti. Le condizioni locali complicano notevolmente le operazioni di contenimento: l’individuazione tardiva dei casi, l’assenza di vaccini o terapie specifiche per questo ceppo, la presenza diffusa di violenze armate e l’elevata mobilità della popolazione rendono estremamente fragile il sistema di risposta sanitaria.

Tra i nuovi casi confermati in Uganda vi è l’autista che aveva trasportato il primo paziente risultato positivo nel Paese, oltre a un operatore sanitario esposto durante le cure prestate allo stesso malato. Entrambi erano già stati identificati tra i contatti monitorati dalle autorità e sono ora in trattamento.

Il terzo caso riguarda invece una donna proveniente dal Congo, entrata in Uganda con lievi sintomi addominali. Dopo aver viaggiato da Arua, vicino al confine, fino a Entebbe, la donna si era rivolta a una clinica privata nella capitale Kampala. Le sue condizioni sembravano inizialmente migliorate, tanto da consentirle il ritorno in Congo. Successivamente, però, un controllo avviato grazie alla segnalazione di un pilota coinvolto nel suo trasferimento ha portato all’esecuzione del test, poi risultato positivo all’Ebola.

Le autorità ugandesi hanno dichiarato che tutti i contatti identificati sono sotto stretta osservazione sanitaria e hanno invitato la popolazione a mantenere alta l’attenzione, segnalando tempestivamente eventuali sintomi sospetti.

L’episodio conferma ancora una volta quanto le epidemie contemporanee siano strettamente legate non soltanto ai fattori biologici, ma anche alle condizioni sociali e geopolitiche dei territori coinvolti. Confini attraversati quotidianamente, infrastrutture sanitarie deboli e instabilità cronica trasformano infatti il controllo delle malattie infettive in una questione che supera il piano puramente medico, investendo quello politico, economico e umanitario.

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