Una violenta ondata di piogge ha colpito la capitale ugandese Kampala nella mattinata del 26 marzo 2025, provocando gravi inondazioni che hanno causato almeno sette morti, tra cui due bambini. Le autorità temono che il bilancio possa aggravarsi con il passare delle ore, mentre continuano le operazioni di soccorso e di recupero dei corpi. La polizia metropolitana ha ricevuto decine di chiamate di emergenza in seguito al nubifragio che ha allagato molte zone della città.
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Le forti piogge hanno provocato allagamenti improvvisi che hanno travolto pedoni, causato incidenti stradali e danneggiato gravemente abitazioni, negozi e infrastrutture pubbliche. Tre corpi sono stati ritrovati nella zona di Kinawataka, ancora in attesa di identificazione. Particolarmente tragica la morte di due bambini, Eliza Otim Kisa di tre anni e Ochon Ochaka di undici mesi, annegati nella loro abitazione nel quartiere di Mulimira, a Bukoto. La madre, Rose Mary Lenunu, è stata arrestata con l’accusa di negligenza, poiché avrebbe chiuso i figli in casa prima di andare a lavoro, una pratica che secondo i vicini era frequente.
Nel corso della giornata, la polizia ha recuperato altri due corpi nella zona di Lutete, nel distretto di Kasangati. Una delle vittime è stata identificata come Bogere George, un residente locale e dipendente dell’ambasciata statunitense a Kampala, annegato mentre si spostava in moto. L’altra vittima, un uomo adulto, non è ancora stata identificata.
Le immagini diffuse mostrano un quadro drammatico: auto sommerse, strade allagate e completamente impraticabili, soprattutto nelle zone già note per essere vulnerabili. Tra le aree maggiormente colpite figurano il cavalcavia di Queen’s Way, inaugurato di recente, tratti della tangenziale settentrionale, la strada Kampala-Jinja nei pressi dell’Università di Kyambogo, e altri quartieri come Kyebando, Najjera e Kinawataka-Katoogo.
Le autorità urbane attribuiscono le frequenti alluvioni a una combinazione di fattori strutturali e ambientali, tra cui l’invasione delle zone umide da parte dell’edilizia, un sistema di drenaggio inefficace e una pianificazione urbanistica inadeguata. L’evento mette ancora una volta in luce le fragilità infrastrutturali di Kampala e la necessità urgente di un intervento strutturale e preventivo.


