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Cultura

UNESCO, l’henné entra nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità

Il riconoscimento dell’UNESCO celebra l'henné come simbolo universale di bellezza, spiritualità e identità culturale, radicato in millenni di storia e tradizioni.

Il 3 dicembre 2024, l’UNESCO ha ufficialmente riconosciuto il valore culturale dell’henné, inserendolo nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. La candidatura è stata sostenuta da sedici Paesi arabi, tra cui Algeria, Egitto, Arabia Saudita e Yemen, sottolineando la profonda rilevanza di questa tradizione millenaria nelle culture dell’Africa del Nord, del Medio Oriente e oltre.

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L’henné, noto anche come mehndi, mehendi, mendhi o diabi in diverse lingue, è una pianta appartenente alla famiglia delle Lythraceae. Si tratta di un arbusto spinoso le cui foglie, essiccate e macinate, vengono trasformate in una pasta colorante. Questo preparato viene impiegato tradizionalmente per decorare la pelle, tingere capelli e barbe, ma anche per rituali di buon augurio legati a matrimoni e nascite.

Nel corso dei secoli, l’henné ha assunto significati simbolici profondi. Nelle cerimonie nuziali, ad esempio, la sua applicazione sulle mani e sui piedi delle spose rappresenta un augurio di prosperità e felicità. Nella tradizione religiosa, è considerato un dono divino: alcune fonti sostengono che il profeta Maometto lo abbia raccomandato sia per il suo valore estetico che per le sue proprietà benefiche.

Secondo alcuni, l’henné non è soltanto un ornamento estetico, ma un vero e proprio marcatore culturale e sociale. Veniva infatti applicato tradizionalmente solo alle donne sposate, distinguendole così all’interno della comunità e rafforzando il legame matrimoniale.

La candidatura congiunta di ben sedici nazioni dimostra quanto l’henné sia un elemento culturale condiviso, ma anche capace di adattarsi e trasformarsi nei diversi contesti geografici e sociali. Oggi, questa tradizione antica si rinnova continuamente: i suoi usi si estendono dalla decorazione estetica ai trattamenti naturali per capelli, fino alle celebrazioni rituali contemporanee.

Il riconoscimento dell’UNESCO evidenzia la necessità di preservare queste pratiche culturali, proteggendo al contempo la biodiversità e le conoscenze tradizionali legate alla coltivazione e alla preparazione del henné.

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