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Cooperazione

USAID, l’Africa abbandonata: Musk e Trump tagliano gli aiuti umanitari

Il drastico smantellamento dell’USAID voluto da Elon Musk e Donald Trump priva l’Africa di aiuti essenziali, mettendo a rischio milioni di persone.

L’Africa è tra le regioni più colpite dal drastico smantellamento dell’USAID, l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, ridotta da oltre 10.000 dipendenti a meno di 300 dal Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE) di Elon Musk. L’operazione, sostenuta dal presidente Donald Trump, ha portato alla chiusura di numerosi programmi di assistenza, lasciando solo 12 persone nell’ufficio Africa e interrompendo le iniziative di sviluppo e aiuto umanitario sul continente.

Il ridimensionamento colpisce un continente già segnato da crisi sanitarie, povertà diffusa e instabilità politica. Con la sospensione delle attività dell’USAID, vengono interrotti progetti fondamentali per la lotta alla malnutrizione, alla tratta di esseri umani e alla diffusione di malattie come l’HIV/AIDS. “In Africa la nostra presenza ha sempre contrastato l’influenza cinese, ora stiamo lasciando un vuoto enorme”, ha dichiarato un dipendente USAID, rimasto anonimo per timore di ritorsioni.

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Samantha Power, ex amministratrice di USAID, ha definito la chiusura dell’agenzia “una delle peggiori e più costose catastrofi della politica estera statunitense”, sostenendo che la decisione non solo metta a rischio milioni di vite ma rappresenti “una vittoria per gli autocrati di tutto il mondo”. Nel suo intervento, Power ha ricordato che gli aiuti USAID erano fondamentali per l’accesso ai farmaci salvavita di oltre 500.000 bambini con HIV, per la distribuzione di cibo nutriente ai bambini denutriti e per il monitoraggio di malattie infettive, tra cui l’influenza aviaria, in 49 Paesi. Ha anche sottolineato che l’agenzia forniva stabilità a comunità vulnerabili, prevenendo migrazioni forzate e radicalizzazioni.

Il sito ufficiale dell’USAID ha confermato che dal 7 febbraio 2025 tutto il personale sarà messo in congedo amministrativo, con pochissime eccezioni. I lavoratori di stanza in Africa, come in altre regioni, potranno rientrare negli Stati Uniti entro 30 giorni con spese coperte, ma il futuro dei programmi di aiuto resta incerto.

La decisione non è una sorpresa: Musk ha più volte attaccato l’USAID definendola una “organizzazione criminale“, mentre Trump ha firmato un ordine esecutivo per congelare gli aiuti esteri, impedendo il finanziamento delle operazioni umanitarie. Anche se alcune attività “salvavita” avrebbero dovuto continuare con deroghe d’emergenza, la caotica ristrutturazione ha reso impossibile la loro attuazione.

Il taglio dell’USAID rappresenta un cambiamento epocale per la politica estera statunitense in Africa. Il continente, già alle prese con le sfide del cambiamento climatico, delle pandemie e delle crisi migratorie, ora si trova senza il supporto di uno dei principali attori umanitari internazionali.

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