Nel 2021 la popolazione dello Zambia si era recata alle urne sperando in un cambiamento e nel miglioramento della situazione dei diritti umani, entrambi promessi durante la campagna elettorale del candidato, poi presidente eletto, ora nuovamente candidato e pressoché certamente rieletto Hakainde Hichilema.
In un rapporto pubblicato alla vigilia delle elezioni generali del 13 agosto, Amnesty International ha documentato l’aumento delle violazioni dei diritti umani nel corso degli ultimi cinque anni, grazie a pratiche autoritarie che hanno eroso i diritti alle libertà di associazione, di protesta pacifica e di stampa.
Sotto il primo mandato di Hakainde Hichilema non sono mancati i passi avanti, come l’abolizione della pena di morte e del reato di diffamazione del presidente. Ma, purtroppo, si sono rivelati insufficienti a valutare positivamente l’operato della sua amministrazione.
La Legge sull’ordine pubblico del 1955 continua a limitare gli spazi di libertà. Il parlamento ha approvato una nuova Legge sui raduni pubblici, che dovrebbe sostituire la normativa dell’era coloniale ma resta in attesa della firma del presidente.
Le due leggi sulla sicurezza informatica e sui crimini informatici, entrambe del 2025, consentono alle autorità di interferire nelle comunicazioni private e nei dati personali e sono utilizzate per arrestare giornalisti, attivisti e persone critiche nei confronti del governo. Oltre a quanto prevedono le due leggi, le autorità ricorrono frequentemente a intimidazioni e alla sorveglianza illegale di giornalisti che si occupano di corruzione e di violazioni dei diritti umani.
Tra i provvedimenti all’esame del prossimo parlamento ci sarà sicuramente una legge sulle organizzazioni non governative, la cui attuale bozza prevede poteri eccessivi di autorizzazione della registrazione, sospensione e scioglimento.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche giovedì 10 Settembre 2026


