Nei giorni scorsi avevamo dato conto della violenza scatenata contro l’opposizione dello Zambia a urne appena chiuse ma con la notizia, già circolante e poi confermata, della rielezione del presidente uscente Hakainde Hichilema.
Il 14 agosto, il giorno dopo le elezioni, la polizia aveva fatto irruzione in un’abitazione di Brian Mundubile, candidato del Partito rivoluzionario nazionale – Partito unito. Mundubile, che aveva sfiorato il 40 per cento dei voti, non era presente. Nell’appartamento, in un quartiere della capitale Lusaka, erano state arrestate svariate persone con le accuse di aver complottato per prendere il potere con l’aiuto di soggetti stranieri e di detenzione di armi e munizioni.
Fino al 19 agosto le autorità hanno tenuta nascosta la notizia della morte, a seguito delle ferite riportate nel raid, di Mutote Kafwaya, ministro dei Lavori pubblici e dei Trasporti sotto l’ex presidente Edgar Lungu, in carica fino al 2021.
L’Ordine degli avvocati dello Zambia e Amnesty International hanno chiesto alle autorità di Lusaka di fare piena luce su quanto accaduto e di fornire prove sulle accuse a carico delle persone arrestate il 14 agosto, circa una trentina.
Con un ex ministro morto durante un’operazione di polizia e della cui sorte la famiglia è stata tenuta all’oscuro per cinque giorni, la seconda presidenza di Hichilema è iniziata nel peggiore dei modi possibili.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche giovedì 10 Settembre 2026


