Il 13 agosto nello Zambia si terranno le elezioni generali e, come da consolidata prassi in molti stati africani, i giornalisti iniziano a subire conseguenze a causa del loro lavoro.
Il 17 luglio MacPherson Mukula, della Zambia National Broadcasting Corporation, è stato arrestato per violazione dell’articolo della Legge sui reati informatici, entrata in vigore nel 2025, che vieta la divulgazione non autorizzata di conversazioni private.
Ma quelle che Mukula ha reso note in un post sui social media non erano esattamente parole ininfluenti dette in privato da un privato cittadino: erano quelle di un funzionario statale che fa parte del comitato elettorale del presidente in carica e candidato, che ragionava sul modo migliore di lavorare con gli scrutatori dei seggi per “aiutare gli elettori a votare per il loro capo”.
Mukula, in altri termini, ha reso noto un potenziale fattore di inquinamento del voto. È evidente l’uso politico della legge del 2025, che peraltro è oggetto di un ricorso giudiziario.
Meno grave, ma emblematico del clima elettorale, è quanto accaduto il 21 luglio a un altro giornalista, Rodgers Mwimba di Millennium Tv: è stato convocato per interrogatori dopo che aveva pubblicato un video, girato in un locale notturno, in cui si vedevano persone ballare su un brano della campagna elettorale dell’opposizione.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche martedì 18 Agosto 2026


