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Zambia, il leader dell’opposizione Brian Mundubile incriminato per tradimento

Dopo le elezioni contestate di agosto, il principale sfidante del presidente Hichilema è stato formalmente accusato, sollevando forti preoccupazioni internazionali sulla deriva autoritaria nel Paese.

La crisi politica scoppiata in Zambia dopo le elezioni presidenziali del 13 agosto si è aggravata nel weekend con l’incriminazione formale per tradimento di Brian Mundubile, candidato sconfitto e principale leader dell’opposizione, insieme al suo compagno di corsa Makebi Zulu. Secondo quanto riferito dal suo legale, Kambwa Aongola, all’agenzia Reuters, Mundubile e Zulu sono stati incriminati sabato 30 agosto e restano detenuti presso la stazione di polizia centrale di Lusaka. L’arresto era già avvenuto giovedì, dopo che i due erano stati convocati e interrogati “in relazione a un presunto reato di tradimento”, come dichiarato dalla polizia zambiana. Un secondo legale, Milner Katolo, ha precisato che l’imputazione formale è stata comunicata a Mundubile sabato sera e che il suo assistito intende rispondere delle accuse in tribunale. Il caso coinvolge in realtà un gruppo più ampio: secondo le fonti legali, sono 18 le persone incriminate con l’imputazione di tradimento. Tra queste, oltre a Mundubile e Zulu, figurano l’imprenditore Valden Findlay e Patrick Mwansa, marito di Tasila Lungu, figlia dell’ex presidente Edgar Lungu. Le autorità non hanno ancora reso pubblici i dettagli specifici delle accuse, né è stata fissata una data per la prima udienza. La vicenda affonda le radici nel voto presidenziale del 13 agosto, definito dagli osservatori insolitamente teso per un Paese che dal 1991 aveva conosciuto elezioni relativamente pacifiche. Il conteggio dei voti è stato sospeso e poi ripreso alcune ore dopo dalla Commissione elettorale, che ha denunciato aggressioni al personale dei seggi e il furto di schede elettorali, episodi che hanno portato al dispiegamento di polizia antisommossa e militari. Il 18 agosto la Commissione elettorale ha proclamato vincitore il presidente uscente Hakainde Hichilema con circa il 60,7% dei voti, contro il 38% di Mundubile. Quest’ultimo, però, si era autoproclamato vincitore prima della proclamazione ufficiale, e ha dunque denunciato “gravi irregolarità” nello svolgimento, nel conteggio e nella trasmissione dei risultati, annunciando l’intenzione di presentare ricorso. Il giorno successivo al voto, la polizia ha condotto un blitz in un’abitazione della capitale l, durante la quale è rimasto ucciso l’ex ministro Mutotwe Kafwaya e altre undici persone sono state arrestate; le autorità hanno sostenuto che il gruppo fosse coinvolto in attività di insurrezione, accusa respinta dall’opposizione. Il governo ha precisato che Mundubile si trovava sul posto, ma in un primo momento non è stato fermato. Dopo il raid, Mundubile si è rifugiato per circa due settimane presso un’organizzazione internazionale per i diritti umani a Lusaka, dichiarandosi “sotto protezione” per motivi di sicurezza, consegnandosi poi spontaneamente alla polizia giovedì 27 agosto.

Un altro elemento controverso della vicenda riguarda la sospensione dell’intero sistema giudiziario zambiano, disposta il 24 agosto, proprio l’ultimo giorno utile per presentare un ricorso legale contro l’esito del voto. La polizia ha definito la misura “un intervento preventivo basato su informazioni di intelligence”, senza fornire ulteriori dettagli, mentre una nota interna della magistratura ha parlato genericamente di “motivi di sicurezza”.

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Human Rights Watch ha definito la chiusura priva di una spiegazione credibile, sottolineando che misure che di fatto negano all’opposizione l’accesso ai tribunali per contestare la validità del voto rappresentano un colpo alla trasparenza e al giusto processo. La Corte Costituzionale ha poi dichiarato di non aver ricevuto alcuna petizione formale contro l’esito elettorale, aprendo la strada all’insediamento di Hichilema per il suo secondo mandato; il presidente della Corte suprema, Mumba Malila, ha comunque riferito di aver ricevuto un’istanza informale via email privata da parte di un cittadino, definendola “altamente irregolare”. Già nei giorni immediatamente successivi al voto, l’Alto Commissariato ONU per i diritti umani aveva espresso preoccupazione per gli arresti di esponenti dell’opposizione, mentre Amnesty International aveva messo in guardia contro un rischio di deriva autoritaria, denunciando una repressione crescente del dissenso e delle riunioni pacifiche già prima delle elezioni.

Mundubile è stato deputato per il collegio di Mporokoso dal 2016 fino a maggio 2026 con il Patriotic Front, il partito dell’ex presidente Edgar Lungu, ricoprendo in passato il ruolo di ministro provinciale della Provincia Settentrionale e di capogruppo di governo in Parlamento.Dopo la perdita del potere da parte del PF nel 2021, è stato nominato Leader dell’Opposizione in Parlamento, carica che ha ricoperto fino alla fine del 2023. Alle elezioni del 2026 si è presentato come candidato del National Reconciliation Party for Unity and Prosperity (NRPUP), diventando il principale sfidante di Hichilema. La vicenda assume ora un significato particolare alla luce della storia politica zambiana: lo stesso Hichilema, quando era leader dell’opposizione, fu arrestato nel 2017 e incriminato per tradimento dal governo di Edgar Lungu, con l’accusa di aver ostacolato il corteo presidenziale. Ottenne la libertà su cauzione solo mesi dopo. Il fatto che oggi sia il suo governo a muovere la stessa accusa contro il proprio principale oppositore ha amplificato le critiche di osservatori e organizzazioni per i diritti umani, che parlano di un’ulteriore erosione della reputazione democratica del Paese, tra i maggiori produttori di rame al mondo. Intanto non è stata ancora fissata una data per la comparizione in tribunale di Mundubile e degli altri 17 coimputati. Il reato di tradimento è tra i più gravi previsti dall’ordinamento zambiano e comporta pene severe in caso di condanna. Restano inoltre da chiarire i contenuti specifici dell’accusa, che le autorità non hanno ancora reso pubblici.

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