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Zambia, il monito del presidente contro i ministri dormienti

"In Consiglio dei ministri c'è chi dorme alle 10 del mattino: la domanda è, dov'erano la notte prima? Per me è un crimine, un vero e proprio crimine” accusa Hakainde Hichilema

Il presidente dello Zambia, Hakainde Hichilema, ha lanciato un particolare avvertimento ai membri del suo gabinetto, condannando il fenomeno dei ministri che si assopiscono durante le riunioni di governo. Un problema che, a suo dire, non è frutto della stanchezza, ma di eccessi sfrenati e mancanza di autodisciplina. Il messaggio di Hichilema è stato sicuramente forte, forse strano, ma importante. Ma perchè? 

“In Consiglio dei ministri c’è chi dorme alle 10 del mattino: la domanda è, dov’erano la notte prima? Per me è un crimine, un vero e proprio crimine,” ha dichiarato Hichilema durante la cerimonia di insediamento del nuovo ministro del Governo Locale, Gift Sialubalo. 

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Le parole del presidente hanno scatenato un fortissimo dibattito nel Paese. Se da un lato c’è chi le interpreta come un segnale di rigore e disciplina, dall’altro emerge una critica più ampia sullo stato della politica zambiana, tra inefficienza e scarsa trasparenza. 

Il nodo dell’indulgenza, tra eccessi e rischi 

Hichilema non ha chiarito nel dettaglio cosa intendesse con “indulgenza“, ma secondo i media locali si tratterebbe di un riferimento all’abuso di alcol e a notti passate in festeggiamenti anziché nella preparazione delle delicate questioni di Stato. Un comportamento che non solo mina l’efficienza governativa, ma potrebbe addirittura mettere a rischio la sicurezza nazionale. 

“Quando un ministro sviluppa l’abitudine di rivelare informazioni riservate durante i momenti di svago, specie sui social media, è evidente che manca il senso di responsabilità“, ha sottolineato il presidente, citando persino la Bibbia per ammonire i suoi collaboratori sugli effetti distruttivi(o autodistruttivi) di certe condotte. 

Hichilema e la sua leadership inflessibile  

Salito al potere nel 2021 con una vittoria piuttosto ampia, Hichilema ha promesso di rimettere in sesto l’economia zambiana e rafforzare le istituzioni del Paese, con particolare attenzione alla lotta alla corruzione e alla trasparenza nell’amministrazione pubblica.  

Per dare da subito un segnale forte, ha rimosso diversi funzionari di alto livello, inclusi ministri, per scarse performance o comportamenti ritenuti inappropriati. 

Da qui per l’appunto, il monito sui “ministri dormienti”.  Hichilema ha infatti ribadito che i membri del governo devono autoregolarsi e mantenere un alto livello di professionalità, senza lasciarsi andare a distrazioni che possano compromettere il loro operato. 

Verso le elezioni presidenziali, il banco di prova del Presidente 

Con le elezioni generali del prossimo anno all’orizzonte, Hichilema si trova ad affrontare una sfida politica significativa. Nonostante i progressi fatti nel risanamento dell’economia, il malcontento su alcune questioni sociali e amministrative potrebbe minare il consenso nei suoi confronti. 

La possibile candidatura del suo predecessore, Edgar Lungu, aggiunge ulteriore incertezza alla competizione. Sebbene Lungu sia attualmente escluso dalla corsa elettorale per questioni legali, il suo ritorno sulla scena politica rappresenta una minaccia concreta per l’attuale presidente in carica. 

Intanto, il richiamo all’ordine richiesto da Hichilema non riguarda solo la disciplina interna al governo, ma ha soprattutto un forte valore simbolico.  

Il presidente vuole dimostrare agli zambiani che la sua amministrazione è guidata da principi di responsabilità e dedizione. Ma, la vera sfida per Hichilema, sarà tradurre questo rigore in risultati tangibili per la popolazione, come il miglioramento dei servizi pubblici, la creazione di nuove opportunità economiche e nel frattempo, garantire la stabilità politica nel paese. 

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