Un focolaio di antrace nel distretto di Mpika ha provocato la morte di decine di animali selvatici e il contagio di dodici persone. Le autorità hanno rafforzato i controlli e invitato la popolazione a non avvicinarsi alle carcasse né consumarne la carne.
Nel nord dello Zambia, una nuova emergenza sanitaria sta coinvolgendo fauna selvatica e comunità locali. Nel distretto di Mpika, nella provincia di Muchinga, un focolaio di antrace ha provocato la morte di almeno 46 ippopotami, oltre a otto elefanti, cinque bufali e un coccodrillo.
La situazione ha assunto una dimensione ancora più pesante e delicata dopo la conferma di dodici casi tra la popolazione. Secondo le autorità, le persone contagiate avrebbero consumato carne proveniente da animali selvatici le cui carcasse sono risultate positive all’antrace. I pazienti sono attualmente sottoposti a trattamento.
Per contenere la diffusione de lla malattia, il governo ha inviato una squadra composta da diverse strutture e competenze nell’area della Munyamadzi Game Reserve e lungo il corso d’acqua che attraversa il distretto di Mpika. L’intervento riguarda sia la sorveglianza sanitaria sia il controllo della fauna.
Tra le prime misure è arrivata la richiesta di sospendere temporaneamente la caccia nella zona interessata, almeno fino a quando gli accertamenti non permetteranno di valutare con maggiore precisione l’estensione del focolaio e i rischi per la popolazione.
Le autorità hanno inoltre intensificato i controlli nei punti in cui vengono individuate carcasse, con l’obiettivo di impedirne la rimozione e il consumo. Alla popolazione è stato chiesto di segnalare rapidamente ogni morte anomala di animali e di non toccare né mangiare esemplari trovati morti per cause sconosciute.
L’antrace è una malattia infettiva causata dal batterio Bacillus anthracis, presente naturalmente in alcuni ambienti e capace di colpire diversi animali. Il contatto con animali infetti o il consumo di carne contaminata può rappresentare un rischio per l’uomo.
In Zambia, il problema assume una particolare rilevanza nelle aree in cui la fauna selvatica e le comunità rurali vivono a stretto contatto. Per questo, la risposta all’emergenza dovrà tenere insieme tutela degli animali, sorveglianza sanitaria e informazione della popolazione.


