Sono almeno 80 i morti del naufragio avvenuto sul lago Kariba, in Zimbabwe, dove martedì 11 agosto un traghetto passeggeri sovraccarico si è capovolto mentre attraversava acque agitate. Ieri, domenica 16 agosto, la polizia ha annunciato il recupero di altri otto corpi, dopo che il giorno precedente le squadre di ricerca ne avevano rinvenuti 25.
L’incidente, uno dei più gravi di questo tipo nella storia recente del Paese, è avvenuto su un lago che rappresenta una risorsa essenziale per numerose comunità rurali dello Zimbabwe settentrionale. Il traghetto era gestito dalla Rural Infrastructure Development Agency (RIDA), l’agenzia governativa responsabile dello sviluppo delle infrastrutture nelle aree rurali.
Secondo le informazioni diffuse dalle autorità, l’imbarcazione era autorizzata a trasportare 90 persone, ma a bordo si trovavano almeno 114 adulti e cinque membri dell’equipaggio, oltre a un numero non ancora precisato di bambini. La Protezione civile aveva inizialmente riferito che 77 persone erano state tratte in salvo.
I numeri disponibili, tuttavia, mostrano quanto sia ancora difficile stabilire con precisione quante persone si trovassero effettivamente sul traghetto al momento dell’incidente. Sommando gli 80 corpi recuperati e i 77 sopravvissuti indicati dalle autorità, il totale raggiunge infatti almeno 157 persone, ben oltre la capacità consentita dell’imbarcazione.
Tra i passeggeri vi erano soprattutto abitanti dei villaggi e commercianti di pesce delle comunità che vivono lungo le rive del lago Kariba. Molti provenivano dall’insediamento di pescatori di Chalala. Per queste popolazioni il traghetto non costituiva semplicemente un mezzo di trasporto, ma un collegamento fondamentale con la città di Kariba, situata circa 280 chilometri a nord-ovest della capitale Harare.
Le operazioni di ricerca sono proseguite per diversi giorni con il coinvolgimento delle squadre di soccorso e degli operatori locali. Sabato centinaia di persone si sono radunate davanti all’ospedale distrettuale di Kariba, in attesa di poter identificare i corpi dei propri familiari.
La tragedia richiama l’attenzione anche sulle condizioni della mobilità nelle aree rurali, dove laghi, fiumi e vie d’acqua possono rappresentare infrastrutture decisive per la vita quotidiana. Nel caso del lago Kariba, la perdita di un collegamento essenziale si intreccia ora con una tragedia che ha colpito direttamente comunità già fortemente dipendenti da quella rotta per gli spostamenti, il commercio e le attività legate alla pesca.
Mentre proseguono le operazioni per accertare il numero definitivo delle vittime e ricostruire la dinamica dell’incidente, resta ancora da chiarire quanti bambini fossero a bordo e quanti figurino tra le persone morte o disperse.


