Lo Zimbabwe si appresta ad affrontare l’arrivo del ciclone tropicale Chido, previsto per 16 pomeriggio. La tempesta porterà forti venti, piogge torrenziali e fortidisagi, colpendo in particolare province come Matabeleland Nord e Sud, Masvingo, Midlands e Harare. Le autorità sono in stato di massima allerta, determinate a ridurre al minimo i danni ed a proteggere le vite mentre la tempesta si sposta verso l’entroterra.
Sebbene l’intensità della tempesta sia destinata a ridursi con venti che raggiungeranno i 45-50 km/h, il suo arrivo potrebbe comunque causare interruzioni significative. Il Servizio Meteorologico (MSD) ha avvertito del rischio di inondazioni lampo, in particolare nelle aree pianeggianti, e di danni localizzati alle infrastrutture, come alberi sradicati e tetti danneggiati.
L’Unità di Protezione Civile (CPU), guidata dal direttore Nathan Nkomo, ha attivato piani di emergenza per proteggere le comunità vulnerabili. Sono stati allestiti punti di evacuazione nelle aree più esposte al ciclone, e le autorità locali hanno mobilitato risorse per garantire la massima preparazione. “Il ciclone Chido porterà piogge molto necessarie in diverse zone, ma i cicloni sono armi a doppio taglio: arricchiscono la terra, ma possono anche causare gravi disastri”, ha dichiarato Nkomo. Il budget per la risposta ai disastri è stato già stanziato, dimostrando l’impegno del governo nel contenere l’impatto della tempesta.
I paesi vicini hanno già subito gli effetti devastanti di Chido. In Mozambico, il ciclone ha colpito la provincia di Cabo Delgado con venti superiori a 120 km/h e precipitazioni fino a 200 mm in sole 24 ore, mettendo milioni di persone a rischio. Più la tempesta si sposta verso l’entroterra, più paesi come il Malawi e parti dello Zambia e Botswana sono attesi a fronteggiare le forti piogge. Queste condizioni stanno già influenzando il clima dello Zimbabwe, con temporali provenienti dal Botswana che anticipano l’arrivo completo del ciclone.
Il ricordo delle tempeste passate aggiunge urgenza ai preparativi dello Zimbabwe. Il ciclone Idai, nel 2019, devastò aree come Chimanimani e Chipinge, causando perdite catastrofiche e un lungo processo di ricostruzione. Più recentemente, il ciclone Filip, a marzo di quest’anno, ha ricordato la vulnerabilità della regione alle tempeste tropicali. Queste esperienze hanno rafforzato la consapevolezza nazionale e la necessità di una gestione coordinata dei disastri.
L’MSD ha sottolineato l’importanza di mantenere la cautela nonostante l’indebolimento di Chido. “Anche un ciclone indebolito può avere gravi effetti localizzati, specialmente in aree con infrastrutture vulnerabili o sistemi di drenaggio inadeguati,” ha dichiarato James Ngoma, responsabile delle previsioni meteorologiche del dipartimento. Le autorità hanno consigliato ai residenti di mettere in sicurezza le loro case, evitare spostamenti non necessari e seguire gli aggiornamenti sui canali di emergenza.
L’arrivo del ciclone Chido evidenzia la doppia sfida dello Zimbabwe: gestire i rischi immediati posti dal maltempo e affrontare al contempo le vulnerabilità a lungo termine delle comunità esposte a queste ricorrenti tempeste. Per molti cittadini dello Zimbabwe, l’arrivo di Chido rappresenta una prova non solo di preparazione, ma anche di solidarietà e capacità di adattamento in un’epoca di forti cambiamenti climatici.


